Fondi FAS: Il Governo cambia marcia e riparte
Semplificare le procedure e recuperare le risorse non spese negli anni scorsi per piazzarle su pochi e grandi obiettivi.
Da qui dovrebbe partire la c.d. “Fase 2” del Governo in merito al Mezzogiorno.
“Oltre alla creazione della banca del Sud per il finanziamento delle piccole realtà imprenditoriali e al completamento della riforma federale, si cercherà di concentrare i fondi europei su grandi iniziative strategiche” – Questo è quanto detto da Silvio Berlusconi durante un’intervista.
In realtà, però, negli ultimi mesi il processo avrebbe di nuovo subito un rallentamento. I monitoraggi più recenti sull'attuazione della legge obiettivo dicono che a fine anno risulterà ultimato solo il 12,6% delle opere (pari al 9,9% del valore) previste nel piano avviato nel 2001 a fronte dell'11,1% raggiunto a dicembre 2009.
Per invertire la rotta l'esecutivo starebbe pensando a delle novità procedurali da introdurre attraverso una serie di emendamenti al DDL Calderoli sulle semplificazioni che il Senato esaminerà dopo la pausa.
A queste potrebbe aggiungersi lo snellimento dei passaggi che regolano le delibere CIPE per la messa a gara dei fondi.
E qui veniamo all'altro caposaldo della strategia del Governo: un migliore utilizzo delle risorse dei Fondi per le aree utilizzate (FAS).
I numeri fin qui raccolti non sono confortanti. Stando al monitoraggio realizzato dal titolare degli Affari regionali Raffaele Fitto sulla programmazione 2000-2006, il Mezzogiorno ha speso appena il 38% delle poste a disposizione rispetto al 65% del Centro-nord.
In quest'ottica l'ultimo CIPE tenutosi prima delle ferie ha deciso la riprogrammazione di quasi 7 miliardi di euro non utilizzati che a settembre verranno dirottati su altre priorità.
Ma la "torta" potrebbe essere più ampia visto che sotto la lente ci sono altri 12,5 miliardi (di cui 11,7 al Mezzogiorno) in odore di recupero.
Elaborazione FinanziamentiPubblici.it su fonte Il Sole 24 Ore.

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