Frodi Fondi UE: In agricoltura il dato più preoccupante
Il 2 luglio scorso il Ministro dell'Economia (Giulio Tremonti) ha dato dei “cialtroni” ai Governatori delle Regioni del Mezzogiorno accusandoli di non saper utilizzare i fondi pubblici e quelli europei.
Nei giorni scorsi il Ministro ha spiegato che la parola “cialtroni” era forse un po' eccessiva, ma la sostanza del suo giudizio non cambia e ha annunciato per l'autunno un cambiamento di rotta da parte del Governo nelle politiche per il Mezzogiorno.
La scorsa settimana il CIPE ha operato una ricognizione sullo stato di utilizzo del FAS e delle risorse europee. Esito è che solo il 43 per cento del fondo FAS destinato agli anni 2000-2006 è stato utilizzato.
Ma quando si parla di fondi pubblici destinati alle Regioni, non si fa riferimento solo ai fondi FAS.
Ma anche dei milioni di euro stanziati dall'Unione europea per tutelare i piani e le politiche che le amministrazioni locali italiane hanno messo in campo per salvaguardare il settore agricolo.
Ed è proprio in questo settore che il “cialtronismo” di cui parla Tremonti si combina con il fare delle Regioni.
I fondi ci sono e per ottenerne sempre di più, ecco che spuntano irregolarità e frodi.
Soprattutto nel Mezzogiorno e «grazie al concorso e alla relativa responsabilità di funzionari. Secondo la Corte dei Conti, al 31 dicembre 2009, le frodi sui fondi Ue in materia agricola hanno superato i 320 milioni di euro.
Una cifra enorme che deriva da truffe studiate per ottenere illecitamente i soldi stanziati dalla Comunità europea.
Le Regioni in cui si sono riscontrate le maggiori irregolarità sono quelle del Mezzogiorno: tra frodi al Fondo europeo di sviluppo regionale, Fondo sociale europeo, Fondo europeo agricolo e allo Strumento finanziario di orientamento per la pesca, le amministrazioni del Sud devono recuperare complessivamente 93,5 milioni di euro.
Seguono le Regioni del Nord (totale da recuperare 15,4 milioni) e quelle del Centro (8 milioni).
Fonte FinanziamentiPubblici.it.

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